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Ieri sera è stato approvato il Bilancio di Previsione 2012, in un teatro politico che purtroppo  non ha avuto spettatori nelle sue parti salienti in quanto la tv è andata via a metà seduta. Noi siamo rimasti lì, fino all’ultimo (le 03:00 di notte).

Dopo tante sedute a cui abbiamo partecipato, ieri sera improvvisamente si sono accorti di noi. Sarà per il risultato elettorale ottenuto a Menfi dal M5S che li ha sorpresi, sarà per alcune spaccature che cominciano a verificarsi all’interno delle coalizioni presenti in consiglio comunale, sarà perchè si stanno accorgendo del danno enorme che il governo Monti sta arrecando a tutti i comuni d’Italia, ma ieri sera in consiglio sembravano quasi tutti grillini. Le enormi difficoltà avute dal consiglio comunale nell’approvare il bilancio hanno fatto emergere attacchi politici provenienti da tutte le parti, una sorta di tutti contro tutti, che ha dimostrato una presa di coscienza unanime: la politica dei partiti HA FALLITO. E stavolta l’hanno ammesso loro stessi.

Il consigliere Clemente, esponente di Grande Sud ormai seduto più sulla poltrona di Palazzo dei Normanni che su quella della Torre Federiciana, ha sottolineato come le alleanze regionali, a onor di coerenza, dovrebbero influire su quelle locali, di fatto prendendo per la prima volta le distanze dal sindaco dell’UDC, ormai costretto ad amministrare con il PD (e pensare che Botta era partito da destra…), e facendo intendere che il suo appoggio, il più scontato fino a ieri, adesso vacilla.

Il consigliere Romano, dell’UDC, rappresenta l’emblema di tutta la politica italiana, come gli è stato fatto notare (finalmente) da altri consiglieri, Clemente in primis: è nello stesso partito del sindaco e sono più le volte che gli rema contro che quelle in cui gli da il proprio supporto; ha criticato pesantemente l’operato di Monti, mentre il partito di cui fa parte, nella persona di Pierferdinando Casini, è il sostenitore maximo del governo tecnico, e ogni giorno riempie gli spazi televisivi con l’auspicio di un Monti bis. Se il consigliere Romano e il Sindaco non sono daccordo con il governo Monti, che aspettano ad uscire dall’UDC?

Il consigliere La Placa, del PDL, sembra soffrire dello stesso smarrimento politico che ha colto il suo partito a livello nazionale. Parla di alleanze programmatiche, ma rimane impietrito quando il Sindaco gli fa notare (finalmente) che proprio determinate scelte di programma, quale soprattutto la privatizzazione dell’acqua sostenuta in parlamento dal PDL (e dall’onorevole che fa riferimento al nostro territorio), sono state motivo di disgregazione politica. Anche La Placa sembra volersi sganciare dalla logica berlusconiana, annunciando addirittura la costituzione di un “movimento ancora più rivoluzionario di quello dei grillini”, che secondo il Sindaco è “il movimento delle cicale”. Risata sarcastica generale…

C’è poi il prematuro abbandono dell’aula del consigliere Bondì, irritato per come il dibattito, che doveva essere incentrato sull’importantissimo punto del Bilancio di Previsione, fosse stato invece dirottato in un ridicolo scambio di accuse politiche reciproche. Bondì fa parte dell’API: ricordiamo ai meno attenti che l’API è un partito italiano (ebbene si), “Alleanza Per l’Italia”. Nonostante sia praticamente inesistente a livello nazionale (i sondaggi lo danno attorno all’1% e il suo capo politico, Rutelli, non si vede più in giro) a Menfi, pensate un po’, abbiamo ben 2 consiglieri comunali e ben 2 assessori che ne fanno parte! Praticamente l’API è un partito nazionale tenuto in piedi soltanto dai menfitani, e da un certo Nuccio Cusumano che si vocifera essere un possibile assessore del governo Crocetta (alla faccia del cambiamento).

Ancora, c’è il consigliere Gambina, del PD, che grida alla telecamera che il suo partito non vuole alzare le tasse, dimenticando che attualmente sta appoggiando il governo Monti, che di tasse sta massacrando tutta la nazione, ed è la causa principale delle condizioni di dissesto finanziario in cui versano la maggior parte dei comuni italiani.

Chiudono il quadretto politico il consigliere Ardizzone, MPA, in versione diplomatica, che stempera i duri attacchi di Clemente al consigliere Enzo Buscemi, accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma non ben precisata di denaro che, a detta del consigliere di Grande Sud non gli spettava. Il consigliere Enzo Buscemi si rifà al regolamento smontando a suo modo le accuse che gli vengono rivolte, e la discussione si placa con il ritiro dal verbale di tutta la diatriba, in nome del “così fan tutti, e quindi passiamoci sopra”. Presenti alla discussione (li nominiamo per par condicio) anche il consigliere Giuseppe Palminteri, il cui padre, a forza di sentirsi dire di essere lui il vero consigliere comunale e non il figlio, ormai si è preso l’abitudine di occupare la poltrona di consigliere a telecamere spente; il consigliere Santacroce, un altro che tiene in piedi l’API a livello nazionale, il consigliere Mattioli (che partito è?), che ha fatto le veci del ribelle Clemente nel difendere a spada tratta l’operato dell’aministrazione, i consiglieri Lanzarone (MPA o FLI? ancora non si capisce…) e Taffari (PDL, già ne abbiamo parlato), il consiglere Corsentino (che partito è?), il consigliere Sutera (che partito è?) che ha chiesto le dimissioni del sindaco in segno di protesta, dicendo che ormai i sindaci sono esattori delle tasse e dovrebbero dare un segnale forte dimettendosi in massa, e il consigliere Errante. A proposito di quest’ultimo: il consiglio comunale è un civico consesso in cui si discute rigurdo le sorti della nostra comunità, e vi si accede tramite mandato degli elettori, che eleggono un candidato che li rappresenti: qualcuno ci spieghi, a noi inesperti, come si fa a portare avanti tale compito per circa 30 anni senza dire MAI una parola in ogni consiglio comunale. Va bene che “la megghiu parola è chidda c’un si dici”, ma stare dentro il consiglio comunale per 3 decenni e non aver mai dichiarato nulla di diverso che “Io sto con la maggioranza” (correva l’anno 2005, governo Buscemi in odore di sfiducia), ci sembra eccessivo, e soprattutto degno di chiarimenti.

Volete sapere come la pensa il M5S? La risposta l’ha data per noi, pensate un po’, il Sindaco Michele Botta, con la sua arringa finale che ha preceduto il voto degli emendamenti al Bilancio di Previsione: “A che cosa servono le alleanze? A che cosa serve fare gruppi apparenti e alleanze che hanno solo la finalità di chiedere assessori o altri posti di governo?! A chi serve? Alla maggioranza? A chi serve, alla cittadinanza? Questa è la vecchia politica, questa è la politica che ha portato allo sbando… E i grillini, che si possono anche citare (riprendendo una citazione del consigliere La Placa), se avranno il loro riscontro, sarà la dimostrazione che questo modo di pensare da vecchia politica di alleanze, di maggioranze, di affiancamenti e quant’altro è un fallimento. Abbiamo sbagliato tutto.”

Eh si, avete proprio sbagliato tutto.
Ci vediamo a maggio in consiglio comunale. Sarà un piacere.

By Menfi 5 Stelle, 09/11/2012 Condividi su Twitter Condividi su Facebook Commenta (0)

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