Nella seduta di Consiglio Comunale di ieri sera sono stati discussi due punti importanti: il dibattito politico e il bilancio di previsione 2016.

Durante il dibattito politico c’è stata la conferma della rottura dei 3 consiglieri del PD, usciti definitivamente dalla maggioranza perchè “è venuta a mancare la fiducia nei confronti del sindaco e dell’assessore Amico”. Dichiarazioni, quelle dei consiglieri del pd, che hanno animato un dibattito di più di tre ore, durante le quali l’aula consiliare si è trasformata nella segreteria di un partito dilaniato dalle diatribe interne tra renziani e non.
I componenti della coalizione di minoranza sono intervenuti per sottolineare come l’amministrazione abbia di fatto perso la maggioranza, passando da 12 a 9 consiglieri su 20. E questo problema di numeri si è appalesato immediatamente nella sua importanza quando si è giunti ad approvare il bilancio di previsione 2016. Con soli 9 voti su 18 presenti infatti il bilancio rischiava di non essere approvato, e la conseguenza sarebbe stata il decadimento del consiglio comunale e la sua sostituzione con un commissario.

Ed è a questo punto che si manifesta la solita vecchia politica: dopo l’estenuante dibattito passato a sottolineare come fosse cruciale per un’amministrazione non avere i numeri, dopo averne elencato i fallimenti arrivando perfino a ipotizzare le dimissioni del sindaco, giunti alla votazione del bilancio, i 6 consiglieri di minoranza escono dall’aula abbassando il quorum e permettendo così a quel che rimaneva della maggioranza di approvare il bilancio.
Quei numeri che all’inizio sembravano mancare, alla fine non solo ricompaiono, ma raddoppiano! E il bilancio passa con i 9 voti favorevoli dei gruppi di maggioranza, i 2 astenuti del PD, il solo voto contrario del M5S e i 6 consiglieri di minoranza fuori dall’aula, usciti, a loro dire, “per senso di responsabilità nei confronti della città”.

Il M5S è stata l’unica forza politica di minoranza a rimanere in aula e ad opporsi all’amministrazione Lotà. Per noi il “senso di responsabilità” non è tradire il consenso degli elettori paventando la catastrofe di un commissariamento. Prima di tutto perchè non è vero che il commissariamento è una catastrofe: l’attività amministrativa e la gestione dei servizi sono garantiti anche quando un consiglio comunale viene sostituito dal commissario. Per di più le elezioni sono vicine, e potevano essere anticipate se ce ne fosse stata la volontà. E poi perchè per noi la sovranità popolare è sacra, e siamo disposti a rinunciare al nostro mandato pur di rispettarla.
Se davvero la coalizione di minoranza, come più volte hanno sottolineato i suoi esponenti, pensava che l’amministrazione avesse fallito, in mancanza dei numeri per noi la cosa giusta sarebbe stata andare tutti a casa e restituire la parola ai cittadini. Quei cittadini che nel 2013 hanno votato l’attuale sindaco, e hanno voluto che il consiglio comunale fosse composto da 12 consiglieri di centrosinistra, da 7 consiglieri di centrodestra e da 1 consigliere del M5S, ciascuno con il proprio programma elettorale. Ieri, e a questo punto è probabile che lo sia ancora di più in futuro, questa sovranità è stata calpestata. Chi ha votato una maggioranza, da oggi in poi, se ne ritroverà un’altra, con il rischio di ingessare i lavori del consiglio comunale (a cui senza dubbio preferiamo il commissariamento).

Il M5S è stata l’unica forza di minoranza ad opporsi con i fatti ad un bilancio privo di programmazione, non condiviso, presentato come al solito alla fine dell’anno quando ormai quasi tutti i soldi sono stati già spesi, e quindi l’unica forza politica di minoranza a rispettare il mandato dei propri elettori.
Siamo l’unica forza politica che rimarrà ad opporsi seriamente e costruttivamente all’amministrazione Lotà, come abbiamo fatto fino ad ora, votando favorevolmente le proposte che coincidono col nostro programma elettorale, da qualunque parte provengano, e opponendoci alle proposte che non condividiamo, da qualunque parte provengano, senza guardare le contingenze dei numeri, le beghe interne e i capricci di questi o quegli esponenti politici, e senza paventare sensi di responsabilità di fronte a rischi che non esistono.
Tutto il resto è la solita vecchia politica.

 

 

By menfi5stelle, 06/10/2016 Condividi su Twitter Condividi su Facebook Commenta (0)

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